Una finestra sul mondo

Era poco tempo fa, solo qualche mese è passato. Le luci di Natale non ci sono più, e la primavera fa capolino per nascondere l’inverno.

Era bello, bastava poco: la testa che si tuffa fuori e i colori, la luce ti assorbono in un arcobaleno caleidoscopico.

Era emozionante: osservare senza essere scorti. Studiare le persone nei loro piccoli gesti quotidiani, anche quelli fatti sotto gli occhi di tutti, ma di nascosto, tranne che per te. Perché tu sei lì, sopra tutto, e dall’alto le segui, finché svoltano l’angolo o vengono assorbite dal sole.

Indescrivibile: affacciarsi alla finestra e semplicemente vedere il mondo, e tutto, dentro una sola piccola e stretta strada.

L’erborista di fronte, con i suoi “allora” e i suoi “buongiorno”, è una compagnia a cui è difficile rinunciare. Sempre fuori dal negozio, anche d’inverno, anche con la neve. Guardiano del suo mercatino all’aperto, si prende cura di infusi e saponi, e con garbo ti mostra la merce quasi più per chiacchierare con te che per venderla.

A volte lì vicino può comparire, come per incanto, una musa e la sua arpa incantatrice. Arriva inaspettata assieme la primavera, allietando i passanti e gli uditori nascosti. La sua melodia è stata accompagnata dal vento sino a te, la finestra è sua complice. Ora sei già appoggiato allo stipite, con un braccio sul parapetto e gli occhi leggermente socchiusi; non ti serve guardare: ti basta ascoltare e lasciarti rapire da ogni singola nota.

Poi a sinistra vedi loro: tanti negozi di frutta e verdura,  l’uno dietro l’altro, in spazi cosi ristretti da sembrare in miniatura. E ognuno di questi fa del suo meglio per mettere in mostra la merce più bella, senza preoccuparsi di risparmiare sui colori.

Infine, guardando verso destra, scorgi un arco scolpito dalla luce del sole. In molti vanno in quella direzione, frotte di turisti, con la macchina fotografica in una mano e la cartina nell’altra.  Sono proprio alcuni di loro che, alzando la testa curiosi, ti scoprono. All’inizio sono sorpresi, poi ti salutano, solitamente sorridendo, a volte anche con un gesto della mano. Sono felici perché ti hanno scoperto, proprio te, che fino a un istante prima eri un dettaglio segreto di quella città, di quella lunga e stretta e alta stradina.

Con l’occhio continui a cercare, vuoi andare oltre quell’arco. Tu lo sai già cosa c’è, per questo vuoi vederla a tutti i costi, socchiudendo lo sguardo per la luce accecante: vuoi vedere,  oltre la finestra,

la meravigliosa

e immensa

e  surreale

Piazza Grande.

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7 pensieri su “Una finestra sul mondo

  1. Hai saputo rendere, con un tratto lieve e delicato, uno stato d’animo di dolce meraviglia di fronte all’armonia di uno stile di vita ormai estinto. Solo in luoghi unici al mondo, come questa meravigliosa oasi del centro storico di Bologna, è possibile sperimentare sensazioni come queste. Solo un osservatore sensibile e attento, però, riesce ad andare oltre alla realtà come appare in superficie, e a coglierne l’essenza intima. Brava, hai saputo esprimere i tuoi sentimenti con semplicità ed efficacia.

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  2. Ce l’ho fatta finalmente a leggerti con calma. Avverto la tua nostalgia per quel posto, uno scorcio di Bologna breve ma ricco di sensazioni, bello 🙂 brava Simo.

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    • Ciao 65luna!
      Ti ringrazio tanto per il tuo parere!
      Non ho mai le parole giuste per esprimere la gratitudine, mi imbarazza essere troppo prolissa, quindi semplicemente ti ridico “grazie”!

      Ho navigato a vele spiegate tra le pagine del tuo blog, e ti devo fare i miei complimenti 🙂
      Ti seguo davvero con piacere!

      Un abbraccio,
      Simona G.

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