Il colore

Questo testo è nato con l’intento di descrivere uno scorcio di Ravenna in modo insolito, o semplicemente naturale e sensibile. Mi sono inoltrata in via Sabbionara, in una mano la fotocamera, nell’altra la bicicletta in equilibrio precario, osservando con occhi infantili i dettagli che normalmente sfuggono al cittadino frettoloso. Ho cercato in quella via il denominatore comune di Ravenna, e l’ho trovato in primis nel colore.

Ravenna 3

Una strada lunga e stretta, in un mélange tortuoso di case e colori.

Uno scorcio inaspettato di mura seicentesche, presenti per stupirti ancora una volta.

L’occhio discreto di un curioso che sbuca da una finestra fino a poco prima serrata. Ti osserva, di solito per di lì non passeggiano in tanti.

Continui a camminare, imbattendoti in case alte e strette, tutte adiacenti, unite in un abbraccio senza tempo.

Ravenna2

Poi ci sono i muri, tanti muri: alti, stretti, larghi e in mattoni scoperti. Muri le cui edere ne hanno fatto opere d’arte. Muri dipinti di un colore non comune, uno strano mattone unito a un salmone. O forse è più un rosa antico con un pizzico di rosso? Difficile a dirlo, riduttivo descriverlo.

 Meglio inoltrarsi nel cuore della città. Meglio imboccare via Sabbionara per vederla di persona quella strana sfumatura, e scoprire come nel corso del giorno un probabile rosa antico possa mutare in un rosso caldo nell’ora del tramonto. Meglio lasciarsi stupire in diretta dalla fantasia di Ravenna.

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3 pensieri su “Il colore

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