L’attesa

Ho accettato l’invito a mettersi in gioco lanciatomi da un amico, quindi ho pubblicato il mio primo racconto erotico. Tuttavia ci tengo a precisare che L’attesa può avere come sfondo l’erotismo, ma in primis parla di amore, di passione, di emozioni.

 

L’attesa –  Racconto figlio della notte.

L'attesa

 

Caldo. Nella stanza non si respira quasi.

È notte. Il termometro svetta: i 35° non sono un miraggio.

Sally si rigira nel letto. Qualcosa la scuote da dentro: forse è colpa di un brutto sogno, o forse solo delle lenzuola sottili, incollate fra le gambe. A ricoprirla ci sono tante perle di sudore. Il suo corpo nudo brilla alla luce della luna, che maliziosa entra dalla finestra.

La città è calda d’estate, l’unica salvezza è il condizionatore. A Sally però non piace: le secca la gola, e odora l’ambiente di chiuso. Lei ama l’aria, e il suo profumo: nel suo appartamento al terzo piano le finestre sono sempre aperte, così il vento può entrare e farle compagnia.

Ora si è distesa in diagonale, può abbracciare per intero il grande letto.

Le lenzuola sono scese sui polpacci.

Un rumore: un click giunge dal soggiorno.

Sally si stropiccia le braccia sul viso, si copre gli occhi e si gira a pancia in giù.

Un leggero soffio di vento entra nella stanza, e le accarezza dolcemente la parte bassa e sinuosa della schiena. Sally ha un brivido, accenna a un sorriso.

Un altro rumore: questa volta del parquet. Uno scricchiolio?

Sally continua a dormire, noncurante del mondo che la circonda.

 

Sta sognando: è distesa su un prato, al sole. Intorno a lei l’orizzonte si schiude in tanti tulipani rossi. Il cielo è azzurro, rassicurante.

È rilassata. Sta aspettando.

 

Le tende ondeggiano nella camera: è entrata ancora un po’ di brezza.

Ora le lenzuola sono ai piedi del letto: forse scalciate via dalla ragazza, forse no.

Sally è completamente nuda: il suo corpo scintilla nella notte. È splendida nella conturbante procacità delle sue forme.

Un rumore, di nuovo: questa volta dalla stanza dove dorme. Il letto sussurra sotto un peso silenzioso.

Sally cambia ancora posizione. Si rigira a pancia in alto, distendendosi completamente: le braccia aperte sul cuscino; una gamba leggermente flessa, per dar sollievo alle cosce bollenti. I seni torniti svettano aggressivi nella loro sensualità, alla ricerca di una carezza, alla ricerca di un bacio che li possa destare da quel caldo sopore.

 

Si guarda intorno: solo erba e tulipani. Di lui neanche l’ombra.

È avvolta in un lungo fulard di seta bordeaux, ancora per poco: una ventata improvvisa la colpisce in pieno, lasciandola nuda. Non ha freddo.

Il sole si fa sempre più forte, è accecante. Sally incomincia ad ansimare: un calore intenso scala lentamente il suo corpo dal basso verso l’alto. Il viso le si accende in vampate sempre più frequenti.

Non sa cosa fare, la luce è troppo forte, non è in grado di tenere gli occhi aperti.

Ha caldo, scotta, può sentirsi fremere sotto la pelle.

Tuttavia non riesce a spaventarsi: tutto questo ha qualcosa di familiare.

Tutto questo lo chiama “piacere”.

 

Sally balza improvvisamente a sedere sul letto, gli occhi spalancati. È sveglia, ansima.

Sente le lenzuola sotto le mani: sono madide.

Poi si gira di lato e lo vede.

“Sei arrivato.” La sua voce esce sensuale, un sussurro delicato.

“Ti ho aspettato tanto.”

Lui la guarda dritta negli occhi. “Sì, sono qui. Anch’io ti ho aspettato tanto: una vita fino ad ora.”

Il suo sguardo brucia, e Sally può sentirlo nitidamente su tutto il corpo bagnato e cupido: la sta cercando fin sotto la pelle; la vuole possedere, tutta.

Sally gli si avvicina al viso per accarezzarlo, ma non fa in tempo. Lui l’afferra con impeto, prima al collo, poi alla coscia.

Sally chiude gli occhi, e si arrende.

La volontà lascia il posto alla voluttà. E il momento dopo è l’attimo che diventa eternità.

I corpi si uniscono, senza renitenze: i respiri accelerano, i battiti aumentano, le membra si muovono al ritmo della stessa silenziosa melodia.

Sally inarca la schiena; può sentire il caldo sempre più forte salirle da dentro: un’onda lunga decisa e indomabile. Si è inoltrata nella terra del non ritorno, ora non può più fermarsi.

Qualcosa la guida, la muove con ritmi segreti al posto suo. L’istinto? La sete di piacere che divampa?

Sally non lo sa.

Sente solo di essere giunta sull’orlo di un precipizio, e ha deciso di buttarsi:

ora sta volando.

 

Annunci

3 pensieri su “L’attesa

    • Ciao! È bello avere lettori come te che stimolano lo scrittore. Ne sono onorata 😊
      Ho bisogno di più del tempo che ho ora per scrivere un racconto del genere, la mia fantasia ultimamente è un po’ scemata per via dello stress. Tuttavia è mia intenzione scriverne ancora tanti!
      Grazie del pensiero 😀

      Mi piace

      • Mi fa molto piacere che tu non abbia posato la penna: il tuo talento come scrittrice erotica non deve andare sprecato.
        Anch’io ti ringrazio per l’educazione che dimostri nel rispondermi sempre quando ti scrivo: leggo e commento il tuo blog dall’anno scorso, e in tutto questo tempo tu non hai mai ignorato un mio intervento. Buona serata! 🙂

        Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...