Estate portami via

Sono ancora qui, non me ne sono andata.
Sono di nuovo su Pandora monde, dopo mesi passati sotto silenzio, e per questo chiedo scusa ai miei lettori, a chi è capitato per puro caso nel mio blog senza trovare nulla di recente, a chi semplicemente è passato senza fermarsi.

Sono tornata dopo un’estate che non sembrava tale, in cui le nuvole apparivano troppo spesso all’orizzonte per coprire il sole, il caldo lasciava il posto alla frescura autunnale, e le persone passavano sulla riva del mare senza indugiare troppo.
Settimane tiepide, con esigui picchi di calore, hanno fatto da sfondo ai molteplici avvenimenti che immancabilmente si concentrano nella stagione più amata dell’anno: incontri inaspettati, persone partite per mete straniere, nuove conoscenze, amici nascosti nel proprio dolore.

Come tutte le altre, è stata pur sempre un’estate piena di mare, spiagge popolate fino al tramonto e mojito a portata di mano… ma non solo.
È difficile non ricordare le serate passate accanto all’amica in lacrime, le parole proferite in scroscianti cascate nella tenue speranza di colmare il suo abisso, il mio braccio che la cingeva cullandola dolcemente.
È impossibile dimenticare i momenti in cui, davanti al mare piatto e apparentemente calmo, ho fantasticato sul mio futuro, offuscato quanto un paesaggio coperto dalla nebbia: volevo materializzarlo, per toccarlo con mano e sentirlo davvero. Volevo provare a cancellare, anche solo per un attimo, la paura di ciò che sarà e potrebbe non essere ciò che desidero.

In fin dei conti, arriva il momento per tutti di affrontare i nodi giunti al pettine, e per molti – come per me – quel momento sembra proprio essere l’estate. Forse perché, disinibiti dal caldo, insieme ai vestiti ci spogliamo anche dei doveri e delle convenzioni, e torniamo a sentirci davvero padroni di noi stessi, demiurghi di una vita che a volte non sembra appartenerci.

Torniamo a sentirci liberi di essere liberi.

Ma forse tutto questo è solo un’illusione, un dolce miraggio temporaneo.
Forse la realtà è tutt’altra, e quella estiva rimane un’appendice secondaria fine a sé stessa.
Forse…

On the beach, in front of the sea

 

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