Fine, punto. A capo

Un momento per pensare, due per rifletterci su, tre per girarsi dall’altra parte, dargli le spalle e cambiare direzione. Così dovremmo trattare il peggior amore della nostra vita, il futuro che abbiamo sempre sognato ma con una persona diversa, non lui, non quel ragazzo che credevamo fosse giusto per noi.

Quando inizia un amore sbagliato? O meglio, è mai iniziato in realtà o tutto quel rimestare dentro lo stomaco è causato da strane combinazioni ormonali tra estrogeni e testosteroni?

Pensare in queste delicate situazioni affettive non fa  altro che complicare le cose, trasformando anche l’ultimo ex della serie più o meno lunga in un possibile pretendente adatto per condividerci insieme il resto della vita. D’altronde però, se si tratta di un ex un motivo ci sarà, giusto?

Ci sono momenti, quei momenti, in cui ci sentiamo abbandonati da tutto e da tutti, e il mondo non sembra altro che una pesante palla da bowling lanciataci contro a tutta velocità. Le pareti della nostra interiorità, le sicurezze che fino a poco prima credevamo fossero dogmi inalienabili, crollano in un solo istante. In tutto questo vortice e sconquassamento l’unica cosa che ci resta è un senso incontrollato di malinconia e solitudine: ci attanaglia da dentro, fino a valicare il nostro corpo e coprire tutto ciò che ci circonda. Da quel momento in poi ogni oggetto, ogni ricordo, ogni frammento di foto è una possibile causa di messa in discussione di noi stessi, o peggio ancora del nostro passato.

Capisci che hai toccato il fondo e raggiunto la deriva solo quando arrivi a riconsiderare una storia col tuo ex più stronzo ed egoista, in un futuro rosa e vellutato dove lui in realtà appare magicamente trasformato nel principe azzurro delle fiabe.

In quell’istante, anche solo se fosse per un secondo, non resta che fissare dritto negli occhi quel passato tanto amato e tanto odiato, scrutarlo dentro, vivisezionarlo nei minimi dettagli.

Poi chiudi gli occhi, respiri profondamente, e infine volti le spalle a un ricordo che ormai è un miraggio di qualcosa di irrimediabilmente rotto, dove l’unica protagonista senza lieto fine eri soltanto tu.

Ragazza pensierosa di spalle e mare

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