Stay hungry. Stay foolish.

«I’m convinced the only thing kept me going was that I loved what I did.
You gotta find what you love. And this is true for work and this is for your lovers.

Your time is limited, so don’t waste it living someone else’s life.

And most importante, have the courage to follow your heart and intuition.
They somehow only know what you truly want to become. Everything else is secondary.

Stay hungry. Stay foolish.»

Ho trascritto alcune delle parti più intense del discorso tenuto da Steve Jobs il 12 giugno 2005 ai neolaureati dell’università americana di Stanford, ascoltato da me oggi per la prima volta.
Perché ora? Perché dopo 10 anni? Per una strana coincidenza. E per una voce nella testa che, proprio mentre scorrevo le news  e davanti agli occhi mi si stagliava l’immagine del cofondatore della Apple, mi diceva “è ora che tu lo veda questo filmato, è ora che ascolti attentamente ogni singola parola”: non ho fatto cosa più inspiegabilmente giusta negli ultimi mesi.

In una nazione come l’odierna Italia, amata profondamente e allo stesso tempo odiata per una demotivazione che, giorno dopo giorno, scalfisce sempre più la mia volontà e i miei sogni, ascoltare Steve Jobs è stato – scusate la banalità – illuminante.
Come macigni le sue parole sono cadute dentro di me, scalfite a fuoco nella testa per diventare moniti indelebili dei quali non scordarsi mai.
Sono precipitate nell’anima, portandomi un po’ di tristezza e di malinconia…

Perché

avrei voluto che qualcuno, molto tempo fa, me le urlasse, incitandomi a vivere “foolishly”, senza farmi dei problemi “secondary”: perché l’oggi può essere il nostro ultimo giorno.

Perché

avrei voluto sentirmi libera di gettarmi di testa in qualcosa che amavo e non che dovevo amare: perché l’amore è, sia nel lavoro sia negli affetti, la fonte prima di felicità.

Perché

avrei voluto avere tutte queste verità molto prima.
Sì, dentro di me c’erano, ma scoprirle ora è diverso. Come diverso è avere qualcuno che te le racconta: perché prima di tutto crede in te.

Per fortuna la vita mi ha donato – ci ha donato – il cuore e l’intuizione: seguirli senza saperlo veramente è stata la mia salvezza, altrimenti oggi, inspiegabilmente e nonostante le delusioni e le scelte sbagliate, non potrei dire «ho capito qual’è la MIA strada, ho capito che qua’è la MIA vita».

Sono ancora all’inizio.

È davvero dura.

Ma sarò coraggiosa, perché oggi non è mai troppo tardi.

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Un pensiero su “Stay hungry. Stay foolish.

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